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La cultura dell’errore

Gianluca Massini RosatiBlog La cultura dell’errore

La cultura dell’errore

In questo articolo parliamo di sperimentazione e di come questo possa far crescere la nostra azienda.

 

Alla base della stabilità di un’azienda c’è la ripetizione di processi che hanno dimostrato di funzionare, ma alla base di ogni crescita esponenziale c’è una forte componente di innovazione tecnologica.

 

Prima di tutto partiamo da un concetto importante: cosa è la tecnologia?

 

Tutti noi siamo abituati ad utilizzare questo termine, ma molto spesso lo facciamo in modo improprio. Infatti spesso lo consideriamo sinonimo di elettronica, considerando tecnologie solo quei nuovi strumenti che popolano sempre più la nostra vita quotidiana.

 

Se guardassimo il vocabolario però, scopriremmo che tecnologia non è sinonimo di elettronica.

 

Tecnologia, come la maggior parte delle parole che terminano con la desinenza “logia”, quindi ad esempio biologia, geologia, archeologia, e così via, rappresenta un ambito di ricerca e questo in particolare si occupa di studiare tutto ciò che può essere funzionale alla soluzione di problemi pratici.

 

Di conseguenza, possiamo facilmente capire che l’innovazione tecnologica non è solo strettamente collegata con l’elettronica o con qualche applicazione digitale.

 

Possiamo considerare tecnologia una nuova filiera di vendita, un nuovo schema contrattuale, un nuovo metodo di comunicazione con i nostri clienti, in sostanza tutto ciò che risolve un problema pratico che stiamo fronteggiando rientra in questo ambito di ricerca.

 

A questo punto però dobbiamo capire come portare innovazione tecnologica nelle nostre aziende, senza finire a gambe all’aria per aver destinato troppe risorse alla ricerca di nuove soluzioni e qui entra in gioco il tema della sperimentazione.

 

Per portare innovazione infatti è necessario testare cose che non conosciamo, perché se testassimo solo cose di cui conosciamo il risultato, resteremmo totalmente conservativi e di fatto non porteremmo nessuna innovazione significativa.

 

È per questo motivo che all’interno delle nostre aziende dobbiamo sostenere la cultura dell’errore. Le persone devono poter sperimentare e per poter sperimentare devono poter sbagliare.

 

Se le persone non testano, non potranno mai trovare la soluzione più performante e di conseguenza non potranno mai generare quell’innovazione tecnologica che ci permetterà di stracciare i nostri concorrenti e crescere in modo esponenziale.

 

Chiaramente nel diffondere questa cultura, dobbiamo anche tenere un occhio sul conto economico, perché la troppo sperimentazione ed i troppi errori potrebbero anche portare guai seri per la sostenibilità aziendale.

 

Dobbiamo quindi trovare il modo di sbagliare a basso costo, e anche in questo la tecnologia ci può venire incontro, infatti possiamo fare numerosi test usando strumenti che simulano il risultato e di conseguenza testare su piccola scala o addirittura su modelli matematici le nostre soluzioni innovative prima di applicarle su grande scala.

 

La sperimentazione continua, tesa a trovare soluzioni ai problemi che ci troviamo a fronteggiare, o al miglioramento continuo di ciò che già funziona, dovrebbe diventare una vera e propria filosofia aziendale, da applicare in ogni ambito dell’impresa in modo da guidare la crescita costante ed esponenziale.

 

Su questo tema ci sarebbe molto altro da dire, sia sul tema della raccolta dei dati che ci permettono di misurare l’impatto effettivo di ogni esperimento, sia sull’approccio del kaizen, del costante e continuo miglioramento tipico della metodologia lean.

 

Ma per oggi è tutto, approfondiremo questi temi un’altra volta, ti lascio al video che ho girato sull’argomento.

 

GIANLUCA MASSINI ROSATI
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