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Come chiedere soldi agli investitori

Gianluca Massini RosatiBlog Come chiedere soldi agli investitori

Come chiedere soldi agli investitori

Oggi parliamo di un argomento particolarmente interessante: come chiedere soldi agli investitori.

 

Qualsiasi azienda per superare la fase di startup, per scalare o per affacciarsi a mercati nuovi, ha bisogno di capitali, ha bisogno di investire.

Ci sono aziende che riescono ad utilizzare a capitali propri, altre che ricorrono alle banche e altre ancora che li cercano presso investitori privati, che possono andare dai familiari o dal crowfunding, se stiamo parlando di piccoli importi, fino ad arrivare a Venture Capital, a fondi d’investimento o alla quotazione in borsa, se l’obiettivo di raccolta sono cifre a 6, 7 zeri e oltre.

 

Per prima cosa è importante fare chiarezza quindi sulla fase in cui si trova la nostra azienda, se stiamo appena costituendo il progetto e ci servono i primi 50.000 euro per partire, ovviamente non andremo da un Venture Capital perchè non ci aprirà neanche la porta. Se la nostra impresa invece è avviata, magari ha già superato con successo alcuni round di finanziamento, magari stiamo già fatturando qualche milione ed i soldi ci servono per scalare, allora senz’altro è utile dotarsi di un business plan fatto come si deve e andare a bussare a porte istituzionali per trovare i milioni che ci servono.

 

Ma anche in questo caso, dobbiamo capire il tipo di investitore che vogliamo: vogliamo qualcuno che ci dia i soldi e basta, oppure vogliamo un partner industriale che oltre al denaro porti con se competenze, relazioni e si metta al lavoro con noi per far crescere l’impresa?

 

Detto questo, a prescindere dalla tipologia di investitore a cui ci rivolgiamo, dobbiamo andare da lui con un business plan chiaro che senza troppi fronzoli mostri gli aspetti fondamentali del nostro business e gli spieghi perchè deve dare i suoi soldi proprio a noi e non a qualcun altro.

 

In base alla mia esperienza, e per chi non mi conoscesse, nel 2018 sono riuscito a raccogliere 13.000.000 di dollari per una mia startup, ho capito che ci sono alcune regole fondamentali per redigere un business plan irresistibile per gli investitori.

 

Per prima cosa, dobbiamo tenere a mente che quello che gli investitori guardano di più è il team dietro il progetto. A prescindere dall’idea, dall’innovazione che il nostro prodotto porterà sul mercato, se non c’è un team forte e che sia al 100% committed con il progetto, quel progetto non funzionerà e gli investitori lo sanno perfettamente, quindi nel business plan ci deve essere almeno una pagina dedicata al team, all’esperienza che ha e al valore che porta con se. 

 

Un’altro ingrediente che non deve mancare è la descrizione del modello di business e quali sono le fonti di guadagno dell’azienda. Deve essere spiegato in modo chiaro, perché se non riusciamo a spiegarlo in modo chiaro, probabilmente non lo è neanche per noi.

 

Dobbiamo poi evidenziare le potenzialità del mercato e i nostri vantaggi competitivi. Quali sono i nostri “fossati”, come li chiama Warren Buffett, e perchè per i nostri competitor sarà così difficile replicare quello che abbiamo fatto noi. Molto spesso in azienda il valore degli intangibles, il know-how, le procedure, il modello organizzativo e l’expertise delle persone che compongono l’azienda, non si legge dal bilancio e allora dobbiamo fare in modo che dal business plan emerga e rappresenti un asset fondamentale della nostra iniziativa imprenditoriale.

 

Nel business plan poi non deve mancare un’analisi dei competitor. Dobbiamo renderci conto infatti che gli investitori ricevono migliaia di piani industriali e ascoltano centinaia di imprenditori che gli vogliono vendere il loro progetto decantando la loro unicità, ma per quanto un progetto sia unico, c’è senz’altro qualcuno che sta lavorando a qualcosa di simile. E allora è meglio perdere qualche giorno di tempo in più a fare ricerche, e mostrare noi, al nostro potenziale investitore chi sono gli altri player sul mercato e perchè noi siamo veramente diversi, piuttosto che farselo dire da lui e rimanere a bocca aperta perchè magari quel competitor è anche stato più bravo di noi a raccontare la stessa cosa.

 

E attenzione, perchè parlo per esperienza vissuta.

 

Comunque, per concludere, ovviamente poi nel Business Plan non devono mancare i numeri, sia economici che patrimoniali e le exit strategy per il nostro investitore, ma per oggi è tutto e di questo ne parleremo in un altro post.

 

Ti lascio al video che ho girato sull’argomento

 

 

 

GIANLUCA MASSINI ROSATI
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