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La nuova era di commercialisti e contabili

Gianluca Massini RosatiBlog La nuova era di commercialisti e contabili

La nuova era di commercialisti e contabili

L’Intelligenza Artificiale al servizio degli imprenditori rivoluzionerà il lavoro dei commercialisti e sopravviveranno solo quelli che saranno in grado di trasformarsi in business partner del loro cliente.

Parlare di innovazione o di “Contabilità 4.0” in un settore “stantio” come quello della contabilità aziendale rappresenta una svolta epocale. La ragioneria intesa come disciplina, vanta una storia plurisecolare e una prassi plurimillenaria che si può fare risalire alle prime forme di conto rilevate nelle pitture rupestri preistoriche.

Sono spesso invitato in tv o su qualche palcoscenico a parlare di questi argomenti, perchè considerato dai media come uno dei massimi esperti di risparmio fiscale in Italia, e la riflessione che faccio spesso è che, a prescindere dal suo “valore storico”, il settore contabile è tendenzialmente antiquato.

Infatti il settore, concettualmente non è mai cambiato in centinaia di anni. Basti pensare che la struttura tipo del “primo bilancio” è stata inventata nel 1400, e da allora il modo in cui compiliamo i bilanci non è mai cambiato.

Era il 1494 quando un frate matematico italiano, Luca Pacioli, ebbe un’intuizione: La partita doppia.

Personaggio dai molteplici talenti, entrò ben presto nell’ordine dei frati francescani, ma si dedicò per lo più all’insegnamento di matematica, algebra e geometria in importanti scuole. Lavorò a stretto contatto con personalità eminenti, tra cui soprattutto Leonardo da Vinci.

Nella sua “Summa”, un insieme di opere scritte nell’arco di un quarantennio, espose dettagliatamente il funzionamento della partita doppia, e fu per questo fatto – del tutto secondario nella sua biografia – che divenne famoso.

Egli è riconosciuto universalmente come il fondatore della ragioneria.

In 600 anni di storia, la teoria della materia non è molto cambiata. A prescindere dalle varie normative e dai diversi adeguamenti introdotti di paese in paese, non ci sono stati profondi cambiamenti nell’impostazione del settore contabile.

Ma se da un lato, la materia non ha subito cambiamenti epocali, dall’altro quello che forzatamente sta cambiando è la figura del protagonista per eccellenza di questo settore: Il commercialista.

In particolare, risentono di questo cambiamento quelli che basano ancora la propria attività sulla tenuta della contabilità e sui conseguenti adempimenti burocratici per le aziende. Oggi per un professionista del settore contabile focalizzarsi solo su questo, non è più possibile nè tantomeno vantaggioso.

Le vere ragioni del cambiamento

A causa di motivi come la crisi economica, l’introduzione della fatturazione elettronica e dei software contabili, questo tipo di lavoro è oggi considerato dai clienti/imprenditori un’attività di basso valore aggiunto, che oramai qualunque contabile può o sa fare mediamente bene.

La contabilità è ovviamente la base amministrativa della corretta gestione imprenditoriale di una azienda ma è sempre più percepita dal cliente/imprenditore come un obbligo normativo e nulla di più.

A supporto e verifica di questa tesi è bene analizzare il momento storico delle imprese.

Nel mondo globale fortemente interconnesso, l’emergere di nuovi modelli produttivi, sta lentamente demolendo il mito della grande impresa e della produzione su larga scala per sostituirlo con i sistemi produttivi non più legati necessariamente al distretto industriale, ma reinseriti nelle filiere produttive diventate ormai globali.

In questo modo, soprattutto le piccole e medie imprese, riconquistano la scena economica e produttiva mondiale e diventano le nuove protagoniste della crescita e dello sviluppo. Ciò che cambia profondamente, però, è la gestione delle stesse che, costrette a fronteggiare una maggiore incertezza sia sul piano strategico che operativo, si trovano ad avere bisogno di una consulenza aziendale specifica.

Da qui nasce quella nuova domanda di assistenza a maggiore contenuto di “valore aggiunto” che i commercialisti hanno la possibilità di intercettare immediatamente, essendo i primi fiduciari dell’imprenditore, ma che spesso faticano ad aggiudicarsi.

Dato lo scenario che si sta creando, è evidente che la figura del classico commercialista contabile troverà sempre meno spazio in favore di quella di un consulente d’impresa, cioè di un professionista in grado di affiancare l’imprenditore nella gestione strategica e operativa, pertanto in grado di svolgere dall’esterno, determinate funzioni manageriali a supporto della gestione e dello sviluppo delle aziende.

Nessuno vuole perdere tempo con la burocrazia!

Come lavoratori desideriamo ovviamente che i nostri compiti siano completati nel minor tempo possibile. L’intelligenza artificiale permette di portare a termine le attività in modo semplice, automatico e rapido.

La compliance finanziaria è un grande esempio. Fino a poco tempo fa, la creazione dei rapporti di spesa e la loro revisione era un processo molto manuale e meccanico che richiedeva ore e ore di analisi. Nei casi di revisione dei rendiconti delle spese, era possibile rivedere solo un campione di note spese per identificare, con certezza, alcuni modelli di frode nelle comunicazioni.

Ora, l’intelligenza artificiale non solo può generare le fatture, ma può cercare tra centinaia di voci di spese, fatture e altre transazioni per identificare potenziali frodi, sprechi ed errori dei dipendenti e salvare così miliardi di euro ogni anno.

Gli imprenditori sono fatti per prosperare, avere idee geniali, trovare soluzioni per la propria azienda che li consentano di mettere insieme i pezzi del puzzle. Per far questo hanno bisogno di partner che li consiglino al meglio nella gestione del proprio business. Questo devono rappresentare i commercialisti.

Per far questo la loro figura professionale deve evolvere e specializzarsi in tematiche che abbiano reale valore per le imprese. Bisogna quindi che puntino su finanza, gestione delle crisi aziendali e consulenza alle imprese, liberandosi di tutti quei noiosi compiti legati alla burocrazia e al data entry.

I dati parlano chiaro: nella gestione della contabilità delle aziende, la maggior parte del tempo viene sprecato in attività di tipo manuale e ripetitivo. l’Università di Oxford classifica la tenuta della contabilità tra le occupazioni più facilmente automatizzabili (con una probabilità di computerizzazione del 96%) e McKinsey prevede che l’86% delle attività legate alla contabilità in futuro sarà automatizzato.

Basti pensare che, mediamente 204.2 h all’anno è il tempo che, nei paesi dell’UE, viene speso dalle aziende e dai commercialisti nella gestione della contabilità e della burocrazia (che si sommano alle 190 h all’anno dedicate a gestire i pagamenti aziendali).

Ne consegue che, le attività legate al “data entry”, registrazione delle fatture, compilazione delle note spesa, gestione dei pagamenti, riconciliazione bancaria e così via,  rappresentano un costo elevato per l’azienda che oggi può essere notevolmente ridotto applicando tecnologie innovative  come OCR (Riconoscimento ottico dei caratteri) e appunto I.A. (Intelligenza Artificiale).

La stessa lingua degli imprenditori

Dall’intuizione di Luca Pacioli, ci sono voluti 600 anni circa affinchè un altro italiano apportasse un’altra innovazione all’interno del settore contabile.

Da imprenditore, avevo sviluppato una profonda conoscenza del comparto fiscale Italiano, che ricordo essere uno dei più complicati al mondo. Questo know how mi ha permesso dopo tanti errori provati sulla mia pelle, di comprendere quanto il supporto di un partner come un buon consulente fosse fondamentale.

Avevo i migliori contabili a disposizione, ma con loro finivo sempre a parlare unicamente di scadenze e pagamenti, mai di soluzioni che, ad esempio, permettessero di risparmiare imposte che potessero essere reinvestite in iniziative utili alla crescita dell’azienda.

Nel 2013 poi ho rischiato di perdere tutto. Una delle aziende che avevo messo su con fatica, stava rischiando la bancarotta per colpa di un errore contabile. Un dettaglio che stava per costarmi caro: il sogno di tutta una vita.

Da qui la scintilla: quanti imprenditori come me avevano bisogno non di un contabile, ma di un buon consulente che lo supportasse davvero?

Da quella esperienza traumatica decisi di cogliere uno spunto positivo ed è grazie a quel momento difficile che la mia vita è cambiata: lì naque il seme che mi ha portato a creare un progetto a supporto degli imprenditori nella gestione della loro pianificazione economica e fiscale. Un progetto in cui i commercialisti parlassano la stessa lingua degli imprenditori per aiutarli a gestire al meglio la loro impresa.

Così ho creato “Soluzione Tasse”, una delle più grandi  accountancy firm d’Italia, senz’altro quella che sta scalando più in fretta, con un network di 30 commercialisti specializzati nel risparmio fiscale per imprenditori e professionisti. Un network che grazie alle nuove tecnologie ha acquisito 10.000 clienti in soli due anni, e che grazie all’intelligenza artificiale si candida a diventare la prima società di consulenza per fatturato proprio nel paese col sistema fiscale più complesso al mondo.

Infatti grazie alla mia esperienza vissuta dall’altra parte della barricata, ho da subito compreso che oggi fare la differenza per migliaia  di aziende significa guardare al settore con un approccio nuovo, votato al futuro e all’innovazione. Attraverso le più avanzate tecnologie di OCR e scansione ottica, abbiamo permesso da subito ai nostri clienti di trasmettere in pochi secondi tutta la documentazione (fatture, note spesa etc) al commercialista di riferimento.

Il tutto senza possibilità di errore in quanto elaborato da una intelligenza artificiale che riducendo i tempi di lavorazione lascia all’intervento umano, solo la revisione finale.

Questa esperienza ha costruito le basi affinché il modello e le tecnologie adottate dal nostro gruppo potessero essere esportate ed evolute in quello che poi è diventato un protocollo mondiale.

La rivoluzione dentro la rivoluzione

L’invenzione di una tecnologia come la “Blockchain” è stato un evento di portata rivoluzionaria, in quanto permette di avere un registro elettronico pubblico, decentralizzato e indipendente da stati e/o banche, all’interno del quale poter iscrivere informazioni.

Sono sempre stato convinto che la trasparenza sia di fondamentale importanza in tutti i settori dell’economia e quando ho scoperto la blockchain, ho da subito creduto che questa tecnologia potesse costituire immediatamente le nuove fondamenta per la registrazione contabile delle aziende di tutto il mondo.

Per questa ragione è nato XRIBA, il primo protocollo che porta la contabilità aziendale all’interno della blockchain pubblica, con l’obiettivo di aggiungere trasparenza ai bilanci aziendali. Le potenzialità legate a questo aspetto, mixate con l’intelligenza artificiale e l’OCR consentono a commercialisti e contabili, e di conseguenza ad imprenditori e aziende di risparmiare sino al 72% del tempo impiegato nella gestione della contabilità e dei pagamenti aziendali.

Xriba non è solo un software di contabilità in grado di registrare automaticamente ogni singola transazione all’interno dei mastrini contabili; E’ una vera e propria nuova tecnologia, che si pone come ambizioso e convinto obiettivo quello di diventare uno standard rivoluzionario a livello mondiale per tutto ciò che riguarda la registrazione contabile.

Con Xriba, una fattura verrà inviata, categorizzata, archiviata e automaticamente preparata per essere pagata grazie all’OCR e all’Intelligenza Artificiale. Inoltre, tramite una dashboard saranno consultabili una serie di report di Business Intelligence in grado di aiutare l’imprenditore a controllare in tempo reale tutti i numeri della propria azienda.

Questo consentirà ai commercialisti di ridurre il tempo dedicato alla registrazione di fatture e documenti contabili, offrendo loro la possibilità di focalizzarsi in attività consulenziali più strategiche per le aziende.

Infine, oltre alle automazioni dovute all’intelligenza artificiale, che di fatto riduce enormemente il lavoro dei contabili, grazie alla blockchain si può rendere più efficiente anche il processo di revisione. I revisori (auditor) infatti possono adottare la certificazione e l’inviolabilità della blockchain per evitare obsolete richieste di conferma a clienti e fornitori, basando i loro report proprio sulla certezza intrinseca della blockchain.

Ne consegue che Xriba potrà essere la nuova rivoluzione nei processi contabili e di revisione in tutto il mondo, permettendo finalmente ai commercialisti di diventare dei Business Advisor di grande valore per gli imprenditori.

Gianluca Massini Rosati
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